Luis Enrique recita il mea culpa ma non pensa alle dimissioni

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Calcio - Stagione 2011 - 2012
Domenica 25 Settembre 2011 08:17

lucho-conferenceAnche se Luis Enrique ostenta sicurezza, in cuor suo sa benissimo che il momento che sta vivendo la squadra è molto delicato.

Thomas Di Benedetto ieri dopo il ricevimento presso la residenza dell'ambasciatore giapponese, organizzata in occasione dell'amichevole tra i Giovanissimi della Roma e l'under 14 del Vegalta di Sendai, è stato a colloquio con Fenucci e l'avvocato Baldissoni per fare ancora il punto della situazione. Il futuro presidente, dopo questa chiacchierata informale con i suoi collaboratori, ha deciso di partire con la squadra per assistere alla partita di questa sera in programma a Parma. La tensione, quindi, è palpabile. Lucho sa bene di giocarsi gran parte del suo futuro proprio allo stadio Tardini. Gli ultimi appelli saranno l'Atalanta in casa (altra partita dai tre punti obbligatori) e poi l'ultima spiaggia rappresentata dal derby. I tifosi giallorossi hanno perso la pazienza dopo l'ennesima prova negativa e questa volta, a differenza della prima partita casalinga persa contro il Cagliari, non hanno risparmiato bordate di fischi a squadra e tecnico. Il futuro del tecnico appeso a un filo? Luis Enrique giura di no e sente ancora addosso la fiducia della società, ma forse è solo buon viso a cattivo gioco. L'asturiano si è preso le sue responsabilità dichiarando che la mancanza di risultati della squadra è in gran parte da attribuire a lui. E ha ragione quando afferma che la Roma di adesso non esprime quel gioco che ha in testa l'allenatore. Lucho chiede pazienza, però sa benissimo che l'ambiente romano non è disposto ad aspettare ancora per molto tempo. E il fatto più preoccupante è, a quanto pare, che il tecnico spagnolo non è disposto a cambiare tipo di gioco. Ma sarà vero? La lavatina di capo del dopo partita di giovedì sera deve aver inciso sulle scelte tecniche e tattiche. Anche se Luis non vuole darlo a vedere, c'è da scommettere che stasera a Parma vedremo qualche piccola rivoluzione. Ma questi cambi in corsa sono pericolosi e il fatto di avere a disposizione poco tempo fra un partita e l'altra per effettuare tutti gli esperimenti possibili, non aiuta Luis Enrique. C'è il pericolo che l'allenatore nel pallone possa entrare in confusione ancor di più di quanto gia' lo sia.