La Roma diventerà come le big d'Europa

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Calcio - Stagione 2011 - 2012
Giovedì 29 Settembre 2011 13:17


dibenedetto-promessaForse non tutti ci crederanno ma la scelta di Thomas DiBenedetto più che da ragioni economiche è stata dettata da un sentimento d'amore. Sentimento cresciuto e alimentato grazie al padre, italiano emigrato in America e fanatico di quell'italian style che Thomas ha sentito sulla pelle sin da quando è nato.

E l'amore è scoppiato nel 1974 dopo la laurea, quando il 22° presidente della Roma venne nella capitale per la prima volta. In quel momento il magnate americano sentì che il suo futuro lo avrebbe riportato un giorno in quella meravigliosa città da sogno. E' lo stesso DiBenedetto a raccontarlo in una intervista della rivista ufficiale La Roma. Nell'articolo il business man di Boston spiega ai lettori in che modo si è prefisso di riportare la squadra ad alti livelli. Il progetto degli americani è molto ambizioso, ma fonda le sue basi su dei presupposti giustissimi. Sia Thomas DiBenedetto che gli altri soci, hanno identificato nella realizzazione del nuovo stadio la chiave di svolta. Solamente con uno struttura di proprietà si potranno avere quegli alti introiti da destinare alle campagne acquisti del futuro. Inoltre mettere il tifoso nelle condizioni di raggiungere lo stadio in modo agevole non fa altro che migliorare il rapporto fra società e tifosi. Forse questo è un concetto non tanto valorizzato dalle altre società, ma dovrebbe essere al centro di ogni politica sportiva. Ancor prima di dare al tifoso Cristiano Ronaldo o Lionel Messi, bisognerebbe partire dalle basi e dare al pubblico una struttura degna. Ci volevano proprio degli investitori stranieri sensibili alle esigenze della gente per capire che non esiste progetto migliore di quello che prenda in seria considerazione il rispetto dei propri clienti. Queste considerazioni arrivano da lontano e sono il frutto di esperienze consolidate nel corso degli anni. All'estero è del tutto normale pensare al tifoso come elemento centrale del progetto: lo è in America come anche in Inghilterra e proprio per questo l'acquisto del Liverpool da parte di DiBenedetto e soci non ha avuto tanto eco in terra britannica. Anche gli inglesi sono ormai abituati da anni a stadi confortevoli e magnati milionari capaci non solo di allestire squadre d'alto livello ma anche di sfruttare al meglio le proprie capacità manageriali quando si tratta di diffondere e vendere un marchio.
La Roma diventerà una delle big d'Europa, ma per fare questo servirà tempo e anche una buona dose di pazienza. Il nuovo stadio non potrà arrivare prima di 6-7 anni, ma questo ormai è messo in preventivo. Nell'immediato gli americani provvederanno a rendere più confortevole l'accesso allo stadio Olimpico e ad allestire una squadra degna di questa città e di questi meravigliosi tifosi. Nel frattempo le dichiarazioni in merito alla creazione futura del nuovo stadio trovano i favori dei rappresentanti governativi. L'onorevole Giro ha chiesto di non far cadere nel vuoto l'appello che Thomas DiBenedetto ha rivolto al mondo della politica. Anche Petrucci ha avuto parole rassicuranti in merito: “La Roma si è presentata nel modo giusto. Sì al nuovo stadio ma ora sfruttiamo meglio l'Olimpico”.