Futuro di Luis Enrique e progetto stadio: tutto in una settimana

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Calcio - Stagione 2011 - 2012
Giovedì 22 Settembre 2011 16:54

alemannoL'imperativo per Luis Enrique è vincere, e deve farlo convincendo pubblico e critica. Il pareggio contro l'Inter si è ridimensionato dopo la sconfitta di Novara e la conseguente cacciata di Gian Piero Gasperini.

L'asturiano nella conferenza stampa di ieri ha provato a caricare tutto l'ambiente elogiando gli uomini a sua disposizione. Ma lo fa più per convincere se stesso che gli altri. Lucho sa benissimo che senza l'appoggio dello spogliatoio non può andare lontano. Gli stava costando cara quella dimostrazione di forza nei confronti del capitano. Già, proprio quel Francesco Totti che sembrava essere stato scaricato dalla società e riabilitato dalle parole d'elogio che ha speso per lui il futuro presidente della Roma Thomas Di Benedetto. Anche le scaramucce con Baldini sono rientrate nei ranghi perché ormai lo hanno capito tutti che Francesco non solo sarà ancora un protagonista di questo campionato, ma anche una figura importante della Roma del futuro. E proprio di questo vuole parlare con lui Di Benedetto atterrato nella capitale nella giornata di ieri. Ma oltre al futuro di Totti, l'americano è tornato nella città eterna per discutere col sindaco Alemanno del progetto stadio fortemente voluto dalla nuova proprietà. Gli ostacoli da dover affrontare saranno molti e difficili. In primis c'é da cambiare qualcosa a livello di leggi regionali per favorire la costruzione del nuovo impianto. Il sindaco Alemanno e la sua giunta sanno di giocarsi una grossa fetta di credibilità in questo progetto, specialmente in vista delle prossime elezioni. Le zone individuate per la costruzione del nuovo impianto, che a detta di Di Benedetto “dovrà essere così bello da mettere paura agli avversari”, sono diverse. Il problema è che tuttavia non c'è niente di concreto e nessun documento firmato. Nulla, solamente tante parole e tante belle intenzioni. Eppure la volontà è forte. Nella prossima settimana il primo cittadino incontrerà anche i cugini della Lazio per parlare del nuovo progetto. Infatti pure Lotito si era dimostrato molto favorevole all'ipotesi di creare un nuovo stadio per Roma e Lazio. Nel frattempo i vertici politici hanno chiesto a Di Benedetto delle garanzie sulla volontà di allestire una squadra competitiva nel corso dei prossimi anni. Da parte dell'americano c'è la promessa e l'impegno per poter creare una formazione in grado di competere ad altissimi livelli in tutte le competizioni nazionali e internazionali.

Stasera c'è Roma-Siena, ultimo treno da prendere per essere rilanciati verso le alte zone della classifica. Luis Enrique deve dimostrare che quel suo sfrenato ottimismo da conferenza stampa è giustificato. L'allenatore della Roma nell'intervista di ieri ha parlato anche dello strano momento che stanno vivendo gli attaccanti della formazione, ancora a secco di gol. Secondo l'asturiano è solo una situazione di stallo passeggera ed è convinto che questa atavicità del reparto offensivo, terminerà presto. Per lui non c'è nessuna differenza fra Osvaldo, Bojan, Borini, Borriello e Okaka, perché tutti hanno le stesse chance di giocare. Un Luis Enrique che sembrava un despota e adesso invece è diventato democratico. Del resto si è accorto che fare “lo splendido” con i senatori della squadra (alcuni addirittura campioni del mondo a differenza sua) non conviene. Lo spagnolo si è reso conto che deve ripartire proprio dalla vecchia guardia, perché è formata da elementi che sentono questa Roma come parte di loro. Giocatori che quando scendono in campo tirano fuori gli attributi e danno tutto. E questa tigna è identificata proprio da quell'atteggiamento grintoso che piace tanto all'asturiano.